CARREFOUR Calenzano
giovedì 15 ottobre 2009La vicenda del Centro commerciale Carrefour di Calenzano è stata al centro di una domanda d’attualità di Calò e Verdi (PRC/PDCI/SC) alla quale ha risposto l’assessore al lavoro Elisa Simoni. “Sulla trattativa nazionale, interrotta unilateralmente dall’azienda, i sindacati hanno presentato ricorso al giudice del lavoro di Torino per comportamento antisindacale. Il giudice ha proposto all’azienda di ritirare la disapplicazione suddetta applicando di nuovo l’integrativo e riprendendo la trattativa con i sindacati. Se l’azienda risponderà affermativamente – ha spiegato l’assessore Simoni – il giudice concederà il tempo per svolgere detta trattativa. Se l’azienda esprimerà un diniego, il giudice emetterà sentenza. Nel merito della trattativa tra le parti peraltro nazionale, si conferma che a livello di dinamiche prettamente contrattuali e nell’ambito dell’autonomia delle parti, non è contemplato un ruolo diretto delle istituzioni”. Calò ha sottolineato che: “Alla Carrefour, che non è un’azienda in crisi, si respira una pessima aria sul fronte delle relazioni sindacali disattendendo impegni negoziali e ledendo i diritti contrattuali e normativi dei lavoratori. Al clima di repressione sindacale si aggiunge il tentativo di licenziare i medesimi. Entrambe le vicende richiedono maggiore attenzione sul fronte istituzionale verso quelle imprese che con disinvoltura disattendono gli accordi con le istituzioni e seguono solo la logica del profitto. Il presidio alla Carrefour fatto dai sindacati, il giorno dello sciopero nazionale, richiama proprio la necessità di mettere fine ad un’arroganza ed uno strapotere che non è concesso ad un’impresa, anche se essa è una multinazionale”.
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LIDL:esito incontro 18 settembre 2009
venerdì 9 ottobre 2009Care compagne, cari compagni,
si è tenuto il 18 settembre u.s., il programmato incontro con Lidl Italia.
La ripresa del confronto dopo una pausa di arresto durata 10 mesi circa, ha reso necessario verificare, innanzitutto, quanto già concordato rispetto a:
Relazioni Sindacali;
Diritti Sindacali;
Lavoro Domenicale.
L'Azienda ha confermato quanto già definito, pur sottolineando il cambiamento del contesto in seguito alla crisi economica. Ci ha fornito, molto brevemente, alcuni dati relativi all'andamento aziendale che indicano un calo del fatturato anche in Lidl, ed un conseguente rallentamento dello sviluppo. Abbiamo quindi chiesto di avere, in un prossimo incontro, tutta l'informativa dettagliata su questo tema.
L'azienda, ci ha quindi illustrato il nuovo sistema di rilevazione presenze, introdotto, per il momento, solo nei magazzini.
Il nuovo sistema rileverà le presenze a minuti per quanto attiene sia i ritardi che gli straordinari. Vi sarà una tolleranza di 15 minuti di ritardo complessivi settimanali, e lo straordinario verrà retribuito a minuti.
Abbiamo chiesto chiarimenti in merito al fatto che alcuni capifiliale impongano il recupero dei minuti di straordinario, e l'azienda ha dichiarato di non aver dato disposizioni in tal senso.
Inoltre, abbiamo contestato l'abolizione dei 10 minuti di pausa retribuiti, da sempre in uso nei magazzini effettuata unilateralmente e senza preavviso da parte dell’impresa a partire dall’inizio del mese di settembre..
Abbiamo quindi affrontato il tema delle pulizie che è il nodo più complesso della trattativa in corso, e che vede le nostre posizioni e quelle dell’azienda troppo distanti. Infine, l’azienda ha posto un ultimo tema di discussione: il superamento del tetto dello straordinario per i primi livelli.
Su questi due temi, abbiamo proseguito brevemente il confronto in ristretta su mandato della delegazione presente. Abbiamo chiesto il superamento del tema delle pulizie, in quanto potrebbe compromettere l’esito del negoziato, ed un approfondimento sul superamento del tetto dello straordinario.
Abbiamo perciò concordato un incontro in ristretta per affrontare i due punti suddetti, per il giorno 23 ottobre presso la sede dell’azienda. Ci siamo impegnati a proporre una rielaborazione del testo che consenta il superamento del tema delle pulizie.
Nella breve riunione del coordinamento che è seguita, oltre a condividere il percorso, abbiamo deciso di chiedere la rapida attivazione della commissione sulla sicurezza, e di effettuare una riunione del coordinamento unitario il giorno 4 novembre 2009 .
Vi comunicheremo successivamente il luogo e l’orario.
Un cordiale saluto
p. La Filcams CGIL Nazionale
( Sabina Bigazzi)
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Sciopero Carrefour sciopero 3 ottobre
domenica 4 ottobre 2009le adesioni e le iniziative della giornata:
CAMPANIA
Casoria: 80% adesione. Non ha aderito UGL
Capodrise : al lavoro solo capireparto e caposettore
In entrambi i presidi chiassosi distribuzione di volantini con molti clienti che desistono dall’entrare all’iper
MARCHE
Iper di Ancona adesione tra il 65% e il 70%
EMILIA ROMAGNA
Gs di Piacenza adesione al 75%
Casalecchio di Reno: quasi il 95% di adesione - presidio di circa 200 persone davanti al punto vendita
LOMBARDIA
Deposito di Milano 100% di adesione (dati riferiti alla giornata del 2 ottobre)
Assago: presidio di circa mille persone
Carugate: adesione del 95%
Paderno: adesione del 95%
San giuliano milanese: 70%
PIEMONTE
Montecucco: adesione al 70%
Grugliasco: adesione all'80%
Moncalieri: adesione al 60%
LAZIO
Roma: presidio davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, 100 persone partecipano all'iniziativa
VENETO
Marcon adesione al 90%, al lavoro solo stagisti, interinali e capireparto
TOSCANA
Pisa: adesione di oltre l’85% , si sono presentati al lavoro solo Capi reparto , capi settore e personale dirigente.
Si sono verificati disagi con lunghe file alle casse
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fonte:FILCAMS.IT
SCIOPERO....al CARREFOUR
venerdì 2 ottobre 2009Per domani, SABATO 3 OTTOBRE, è stato indetto uno SCIOPERO UNITARIO (FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL) per l’intera giornata .
Un PRESIDIO di lavoratori con incontro stampa si svolgerà DALLE 10.00 ALLE 12.00 al CENTRO COMMERCIALE CARREFOUR di CALENZANO, in Via di Prato 145.
Lo sciopero apre una VERTENZA NAZIONALE ed è causata dalla DISDETTA UNILATERALE dell’accordo integrativo aziendale.
Questo atto della direzione aziendale abbassa di fatto salari e diritti dei lavoratori dell’intero gruppo.
Questa vertenza nazionale si innesca sulla vertenza locale della sede di Calenzano che vede contrapposte direzione del Centro commerciale e organizzazioni sindacali.
Vi ricordiamo i numerosi licenziamenti alla FINIFAST TWO.
adesso arriva....IL GRATTA E VINCI...
sabato 19 settembre 2009Uno strano concorso: in palio 10 posti di lavoro con contratto a tempo determinato
Un asterisco specifica inoltre che il premio è cedibile, i posti di lavoro sono riservati ai residenti nel territorio Italiano, che avranno compiuto 18 anni al 30 Settembre 2009.
“Questa vicenda, alquanto singolare, va affrontata e non taciuta” a sostenerlo è Lucia Anile segretaria generale della Filcams di Varese “in un momento di crisi economica, questa trovata pubblicitaria è fuori luogo e certamente non corrispondente ai principi fondamentali della costituzione. È un atto che non deve passare in osservato.”.
La Filcams è disponibile ad affrontare e cercare di risolvere tutti i problemi che questa Azienda pone, sempre che il tutto avvenga nel rispetto delle regole e in funzione del rispetto dei ruoli. “Se la Tigros” prosegue la segretaria “ ha la necessità di incrementare i livelli occupazionali lo faccia nel rispetto della dignità della persona”.
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I testi....
giovedì 6 agosto 2009CCNL TDS Confcommercio
CCNL TDS Confesercenti
CCNL Distribuzione Cooperativa
Data la dimensione dei tre documenti non ci è possibile pubblicarli, ma attraverso questo collegamento potrete stamparli e conservarne una copia cartacea.
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Multe ad Alpitour e Carrefour per ‘scorretezza’
martedì 21 luglio 2009richiedeva ai consumatori adeguamenti del costo dei pacchetti turistici "tutto compreso" motivati da aumenti del costo del carburante aereo (il cosiddetto fuel surcharge) senza che venissero fornite le modalità di calcolo per quantificare l'adeguamento né la documentazione giustificativa. A segnalare la ‘scorrettezza’ del comportamento di Alpitour s.p.a. Assoviaggi-Associazione Italiana Agenzie di Viaggi e Turismo.
Stessa sorte è toccata a Carrefour che è stata sanzionata per 110 mila euro dall’Autorità per la promozione ‘Ti rimborsiamo la spesa’ che diceva che per ogni 10 euro di acquisti si riceveva in cassa un buono spesa di 10 euro in una serie di punti vendita ben precisi, ma nella maggior parte dei casi la promozione era invece più "soft" e prevedeva il rilascio di un buono spesa da 10 euro ogni 30 euro di spesa.
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Carrefour: Filcams, dialogo solo se revoca disdetta integrativo
domenica 19 luglio 2009![]()
DOPO LA PAUSA ESTIVA IL NOSTRO BLOG RIPRENDE LE PUBBLICAZIONI.....
Le trattative potranno riprendere se Carrefour revocherà la disdetta del contratto integrativo aziendale. È quanto afferma la Filcams Cgil in merito allo sciopero proclamato per sabato dai dipendenti del gruppo. “Il sindacato è sempre stato disponibile al dialogo – afferma Franco Martini, segretario generale della Filcams Cgil – e non siamo stati noi a interrompere i rapporti".
"In una fase complessa della trattativa – aggiunge il dirigente sindacale – si imponeva una verifica sulle prospettive di tenuta occupazionale e di validità del piano industriale. È stata Carrefour a interrompere il rapporto con la disdetta del contratto integrativo aziendale mettendo un macigno sul percorso relazionale”.
Per Martini “non si può fare finta di essere aperti al dialogo dopo avere messo in atto azioni drastiche ed unilaterali, che pregiudicano le relazioni. Il dialogo potrà essere ripreso nel momento in cui saranno rimossi gli ostacoli per una buona e corretta trattativa, la tempistica non dipende solo dalla nostra volontà”.
esselunga...
mercoledì 13 maggio 2009I numeri di Esselunga: un ottimo 2008
Se ne possono condividere o meno le idee e i modi, però c'è da riconoscere che Caprotti da quando è tornato in sella alla sua creatura defenestrando la sua stessa prole, non sbaglia un colpo.Esselunga ha chiuso un 2008 segnato dalla crisi con dei numeri tutt'altro che banali. Il fatturato è salito a 5,7 miliardi di euro (+7,8%), il margine operativo lordo si è attestato a 421,4 (+11,5%) e l'utile netto è arrivato a 202,6 milioni (+ 36,2% addirittura). In particolare, oltre ad aumentare le vendite, gli uomini di Caprotti hanno lavorato bene sulle private lable (le cui vendite sono aumentate del 24%), si sono concentrati sull'efficienza gestionale che ha portato ad ottimi risultati sul fronte dei costi e, infine, un discreto effetto l'hanno ottenuto con delle plusvalenze da cessioni.
Gli investimenti si sono attestati a oltre 490 milioni di euro e le previsioni per il 2009 sono di altre 7 aperture per un totale di altri 800 posti di lavoro (quasi tutti a tempo indeterminato) oltre agli attuali 18.176 dipendenti.
ANCORA...
domenica 3 maggio 2009
Lidl è recidiva: spia i dipendenti
E’ nella spazzatura, a Bochum in Germania, che sono stati trovate centinaia di schede in cui la catena di discount Lidl aveva raccolto dati sulla salute dei suoi dipendenti assenti dal lavoro, annotandovi anche diagnosi e terapie. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. Azioni illecite, perché in Germania i datori di lavoro non dovrebbero essere in possesso di questi dati. Quelli rinvenuti invece, che interessano lo stato di salute di circa 500 dipendenti, riportano notizie sul loro stato di salute dal maggio 2008 al gennaio di quest’anno. Non solo, ma, come emerge da alcune testimonianze, questi potrebbero essere stati ottenuti dietro pressioni sui dipendenti. Come si spiegerebbero altrimenti annotazioni a mano del tipo: “Vuole rimanere incinta. L’inseminaizone artificiale non funziona”, “problemi psicologici”, “trattamento in una clinica neurologica” ecc.? Secondo i sindacati di Lidl questa schedatura contro la privacy probabilmente è avvenuta in modo sistematico per tutti i dipendenti, tedeschi, almeno (Loidl è presente in 24 paesi, tra cui l’Italia). La notizia è costata il licenziamento in tronco del responsabile del personale della catena Frank Michael Mros. In questo Lidl, che dovrebbe pagare 1,5 mio di euro di multa, è recidiva perché anche nel marzo dello scorso anno (l’ha riportato anche il nostro sito) si scoprì che spiava i suoi dipendenti tedeschi attraverso minitelecamere piazzate nei bagni e utilizzate per raccogliere informazioni di tipo personale e finanziario.
In realtà, stando almeno al quotidiano francese Le Figaro, sembra che in Germania lo spionaggio interno alle imprese sia diventato di moda. Basti pensare che si è dimesso il presidente delle ferrovie tedesche, Hartmut Mehdorn, dopo la scoperta che nel 2002-2003 che, con la scusa della lotta alla corruzione, erano stati spiati 173.000 dipendenti, che lo scorso maggio Deutsche Telekom (in cui il maggior azionista è il governo) fu accusata di aver spiato le conversazioni telefoniche dei suoi vertici con i giornalisti, per scoprire chi passasse alla stampa economica notizie di natura finanziaria e che un’indagine interna ad Airbus Germania ha rivelato nel marzo scorso erano stati spiati i conti bancari di 20.000 dipendenti, incrociandoli con quelli dei fornitori.
aprire il 25 aprile...
domenica 26 aprile 2009BRINDISI. Quindicimila euro che finiranno diritti nelle casse comunali. Un introito annunciato dall’ampia pubblicità apparsa in città nei giorni scorsi. A vedersi arrivare tra capo e collo il verbale di cinquemila euro, ieri mattina, sono stati in tre: il centro commerciale alle porte del capoluogo, Carrefour, un negozio della catena di abbigliamento Oviesse e un piccolo esercizio commerciale del quartiere Commenda. Era stato reso noto che il sindaco Mennitti non avrebbe potuto autorizzare l’aper tura degli esercizi commerciali nella giornata di ieri, sebbene l’emendamento all’art. 18 della legge regionale 11 del 2003, approvato nelle scorse ore, rimetta ai sindaci, d’accordo con le associazioni di categoria, la possibilità di concedere deroghe.
Stesso discorso si porrà per il 1 maggio. Ma alcuni hanno ignorato le attuali disposizioni di legge e gli agenti della polizia municipale hanno comminato ai titolari degli esercizi «irregolari» la sanzione di 5mila euro prevista dalla legge regionale. Chi ha aperto le saracinesche, perciò, contravvenendo al divieto, ora deve pagare. Nel centro commerciale Carrefour destinatario del verbale è stato solo il supermercato, tutti gli altri negozi presenti nella galleria sono rimasti chiusi. Naturalmente, il verbale non ha impedito al supermercato di funzionare per il resto della giornata.
SETTE VERBALI A BARI - Ma le multe sono fioccate anche nel capoluogo di regione. Sette i verbali fatti dall’Annona della polizia municipale: 2 nella zona industriale, 4 nel centro cittadino e uno in un quartiere della periferia. Il sindaco Emiliano d’altra parte, aveva chiarito subito con le organizzazioni di categoria che non avrebbe tenuto conto dell’emendamento Olivieri/Povia in quanto non ancora legge regionale.
25 APRILE
sabato 25 aprile 2009
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
ANTONIO GRAMSCI 11 febbraio 1917
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
martedì 7 aprile 2009
Comunicato stampa
La Finifast TWO di Calenzano
condannata dal Giudice del lavoro di Prato
L’azienda Finifast TWO che gestisce la ristorazione all’interno del centro commerciale Carrefour è stata condannata dal Tribunale di Prato oggi lunedì 6 aprile per comportamento antisindacale su ricorso della FILCAMS CGIL perché durante lo sciopero che si è protratto dal giorno 24 al giorno 31 Marzo l’azienda ha tenuto aperto il ristorante utilizzando oltre i lavoratori non scioperanti anche personale esterno.
Il Giudice infine oltre a condannare l’azienda al pagamento delle spese legali ha ordinato la consegna all’organizzazione sindacale di tutti i documenti in forza dei quali è stato trasferito il ramo d’azienda e i rapporti intercorsi fra la Finifast TWO e la direzione del Centro commerciale.
Per l’organizzazione sindacale questa sentenza è un primo importante passo per salvaguardare il lavoro delle maestranze che sono state licenziate.
Mercoledì 8 Aprile intanto ci sarà un nuovo incontro presso il Comune di Calenzano al quale sono state invitate tutti i soggetti firmatari dell’accordo di avvio del Centro Commerciale Carrefour.
Firenze, lì 6 aprile 2009 Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione CGIL Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze, I. Davide Buttitta – 348 9176792 - 055 2700417
Referenti sindacali: Marco Pesci 3393090401
4 aprile...
martedì 31 marzo 2009CON LA CGIL.
Il nostro collettivo
aderisce alla manifestazione
del 4 aprile al Circo Massimo.

Il blog e il Forum saranno presenti!
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Solidarieta' tanta intorno a noi,a partire dai clienti,alle istituzioni,il nostro sindacato(cisl e uil dove stavano?),ma la solidarieta' ora non basta piu',ora occorrono per noi risposte...è una settimana che siamo senza stipendio,e ognuna di noi,ha storie complicate....il piatto è vuoto,e lo sara' per davvero se non verremo subito ricollocate.Non dimenticatevi di noi,il silenzio,la "non memoria"aiuta chi compie queste azioni a passarla liscia,e non possiamo permetterlo,la toscana,i toscani,hanno sempre dato un gran valore al lavoro,e questo deve essere sempre.
maria esposito
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tempi moderni
sabato 28 marzo 2009A Calenzano davanti al complesso di Carrefour i cartelli sono espliciti. «Licenziata» ha scritto sul petto ogni donna che distribuisce volantini giù in strada per raccontare che il ristorante Finifast Two, dentro il complesso e dove loro facevano dalle cameriere alle cassiere, le ha licenziate tutte e 15 con una raccomandata: «Con la presente le comunichiamo che dal 31 marzo il rapporto intrattenuto deve intendersi risolto. La società cesserà l´attività». «Dopo cinque anni che si lavora qui, nessun superiore si è degnato di dirci qualcosa - dice Catia Boncinelli - Ho due figlie e la nausea. Berlusconi parla bene perché è in alto, ci venisse lui al posto nostro. E´ facile trovare lavoro? Me lo trovi, faccio anche le pulizie». Chiara Leonelli: «Ho due figli di 7 anni e di 6 mesi e un marito licenziato. Ci si sono rizzati i capelli in testa a sentire un presidente del consiglio che parla così».Maria Grazia Cinelli racconta che non riusciva neanche a dirlo alla famiglia della lettera: «Non me l´aspettavo davvero. Dove diavolo vado a trovare un altro lavoro se sono tutti in difficoltà?». Lo conferma Angelica Romano, due bambini e un marito con il contratto solo fino a novembre che è stato «un fulmine a ciel sereno». Dice: «Si sta in ansia. E´ brutto. Chiedo a Berlusconi dove vado a trovare lavoro, me lo da lui, si va a mangiare a casa sua, ci paga mutuo e tariffe? Dice agli italiani: spendete. Ma noi non abbiamo ville, solo una casa da pagare con il mutuo e la lettera di licenziamento». Maria Esposito viene da Napoli e per 10 anni ha lavorato al nero: «Vorrei sapere da dove se le prende quelle battute Berlusconi. Mi domando se ha cervello. Ma lo vede cosa stanno facendo gli altri contro la crisi? Mi trovo a 40 anni da sola con una figlia da mantenere. Si vergogni lui e quanti lo votano. Che venga qua fuori, deve venire qua fuori. A fine mese io non potrò più pagare l´affitto e da mangiare. Ma non molleremo. Finifast ha venduto ad altri. Mercoledì riaprono, e se non ci assumono ci incateneremo qui davanti».
A Castello gli operai della Seves, mattoni di vetro di qualità, hanno appena finito di salutare, ieri verso le 12,30, i loro delegati che vanno in Palazzo Vecchio a chiedere ai capigruppo attenzione per la fabbrica che ha perduto i vecchi dirigenti, i nuovi denunciano la mancanza di ordini e i magazzini pieni, gli operai sono in cassa integrazione per 26 settimane (due in fabbrica e cinque a casa a rotazione) e temono che alla fine l´azienda chiuda. «E´ una vergogna - è infuriato Mauro Bianchelli - Ma si può mai fare un discorso del genere in una crisi come questa? Berlusconi vuole scaricare la colpa sulle spalle dei lavoratori. A 50 anni se chiedi un lavoro ti prendono a calci. Paghiamo gli errori fatti dall´azienda e ora viene lui a prenderci in giro». «Ce lo trovi lui il lavoro - esplode, accanto, Livia Biagioli - Gli si dà l´indirizzo, dato che è così bravo. Non l´ha capito che c´è la crisi. Si sta male a casa a fare le faccende e guardare i figlioli quando non c´è sicurezza per il dopo».Roberto Vichi ha la calce spruzzata sulla tuta: «Ho finito le mie due settimane in fabbrica e ora vado a casa con lo stipendio decurtato e la famiglia da mantenere - dice amaro - Da tempo mi guardo intorno per trovare un altro lavoro. Mi dicono: non è il momento». Francesco Lilla: «Boh, se me lo trova il lavoro Berlusconi me lo dica. Qui va davvero male, oltre il danno, le beffe. Ci ho provato anch´io a cercare, a 52 anni non c´è santi che ti piglino. Ho un figlio di 12 anni. A casa in cassa si sta male, si sta in tensione». Non trova un altro lavoro neanche Marco Pinotti Baroni che di anni ne ha 35: «Detta da chi rappresenta un´istituzione la frase di Berlusconi fa molto male. Si dia da fare piuttosto». Alessandro Patanti: «Si andrà tutti a casa di Berlusconi. Cerco lavoro e mi dicono: "Quando ci sarà la ripresa"».Non si trova lavoro neanche a 20 anni. Lisa Margheri: «Vorrei andare via di casa. Ho cercato lavoro come una dannata. Tutti prendono le domande e ti dicono: in questo momento non ce n´è bisogno, si starà a vedere. Alla fine sono riuscita a conquistare un part time da 400 euro al mese come barista. Ma ora non c´è lavoro e mi fanno andare solo il sabato e la domenica. Berlusconi? Non lo considero nemmeno». Lorenzo Cavalieri ha 21 anni e un lavoro di pasticcere. «E´ facile trovare lavoro? Dai 16 ai vent´anni, quando non c´era crisi, ho dovuto lavorare 12 ore al giorno per ottenere ora un contratto da otto ore».
L'Ikea da nord a sud Italia: assunzioni, aperture e... cambi di abitudine
sabato 21 marzo 2009
Ultimamente si parla molto di Ikea. Più nel male che nel bene...
Fa discutere la politica di assunzioni del colosso svedese, ad esempio. Da un lato per molti è un'ancora di salvezza a cui aggrapparsi, come a Baronissi (provincia di Salerno) dove sono stati stimati in 200 i posti di lavoro diretti e in 120 quelli indiretti generati dall'apertura del PdV del retailer di arredamento. Dall'altro il nuovo pdv torinese di Collegno è il fulcro di una serie di polemiche che colpiscono proprio le politiche occupazionali dell'azienda. Pare, infatti, che il centinaio di posti di lavoro necessari saranno part-time e a tempo determinato, proprio come la maggior parte dei dipendenti dello store di Grugliasco. Si parla del 90% dei dipendenti a TI e di essi solo il 33% è a tempo pieno (la restante parte sono part-time a 20, 24 e 30 ore settimanali).
Lo store di Rimini dovrebbe aprire il 9 giugno. Questa è la data comunicata ai 230 nuovi dipendneti selezionati fra i circa 6.000 curriculum ricevuti. Intanto si scopre che l'azienda prosegue lungo la sua politica di nuovi pdv "green" e l'inaugurazione del negozio da 7.000 mq coinciderà con il lancio di un concept a basso impatto con un impianto di geoscambio (simile a quello del pdv milanese di Corsico) , uno di biomasse e politiche di riciclo del 90% dei rifiuti prodotti. Accanto a tutto ciò il ristorante offrirà una ricca varietà di prodotti biologici.
Infine, una piccola vittoria italiana (se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno). Il retailer svedese per la prima volta ha dovuto modificare una delle sue abitudini storiche e consolidate. Le matite regalate ai clienti. Pare che nel pdv di Napoli l'utilizzo indiscriminato da parte dei clienti abbia fatto ritenere più opportuno un diverso comportamento. Quindi dora in avanti chi avrà bisogno di una matità dovra chiederla al personale....
ricevo e pubblico
sabato 14 marzo 2009L’aumentare della disoccupazione è motivo di paura e smarrimento per ogni individuo e per ogni fascia di età.
Penso al dramma dei giovani lavoratori precari, ma in modo particolare agli “over 40 e 45, fascia di lavoratori a rischio di perdita dell’occupazione e di difficile reinserimento nel mondo del lavoro,
Ed è di quest’ultimi che vorrei parlare. Molte aziende (leggendo i giornali), considerano la soglia dei 40 il limite massimo per investire o disinvestire sulle risorse umane,
e poiché per le aziende, i lavoratori e in modo particolare le lavoratrici cosidette “mature”, costano di più e sono meno flessibili, fan di tutto per mandarle a casa perché ritenute un problema, (per i motivi che già conosciamo, la cura dei figli, anziani,ecc ecc) per poi inserire elementi giovani, con contratti a termine, di apprendistato, giostrandoli e sfruttandoli a loro piacimento e magari illudendoli.
E’ sicuramente una situazione gravosa per tutti i lavoratori ma credo che a farne le spese maggiori saranno le donne, già prese pesantemente di mira a partire dalla cancellazione del divieto di consegnare dimissioni in bianco, una fortuna per quei datori di lavoro che non vogliono saperne di maternità – ad arrivare alla proposta dell’allungamento dell’età pensionabile.
C’è una contraddizione però in tutto questo: da una parte, politicamente, si spinge all'allungamento dell'età pensionabile e dall’altra a livello aziendale si fa di tutto per lasciarle a casa.
Vorrei sapere, a chi si riferisce l'aumento dell'età pensionabile, se poi si viene cacciate a 40 / 45 anni?
Sono gli "over 45" espulsi dal mercato del lavoro che diventeranno i nuovi poveri, cioè quelle persone che, pur con qualifiche professionali, si ritrovano a diventare disoccupati storici, disagio ancora più alto per il mondo femminile. Non è il singolo individuo disoccupato che è vittima dell'espulsione dal lavoro, ma un intero nucleo familiare che risente di tale situazione, specialmente quando non si ha nessuno che possa aiutarti, diventato ormai una persona esclusa dall'attuale sistema sociale.
Queste lavoratrici prima pensavano al futuro, chiedendosi " forse riusciremo a..."; poi il futuro ha incominciato ad essere incerto e a far paura, ora, NON ESISTE!
Dovranno aspettare i 65 anni - ben vent’anni senza una retribuzione, per aver una misera pensione con la quale sopravvivere!!
E' necessaria, per gli "over 45" che non hanno lavoro, la priorità di creare un mercato di lavoro (creando corsi di riqualificazione profess.) esclusivamente rivolto a queste categorie, essendo diventate INVISIBILI, anche con incentivi alle aziende che assumono, con contributi mensili di solidarietà sociale in base al reddito, o in riferimento ai titoli di studio conseguiti, al tempo di permanenza nelle liste di disocc. ecc..., ma, nel nostro Paese e soprattutto in questo particolare momento, purtroppo, non esiste la volontà strutturale di risolvere questo dramma che attanaglia le tante famiglie in crisi.
Lina Reggio Emilia. 13/03/2009
Carrefour Romanina facciamoci sentire
lunedì 23 febbraio 2009Sotto dettatura....
venerdì 13 febbraio 2009Lo shopping alla domenica aiuta il Pil. Cresce dello 0,5%
di Vincenzo Chierchia
I negozi aperti la domenica fanno bene allo shopping e, soprattutto, farebbero ancora meglio a un Pil destinato a soffrire parecchio quest'anno.
Le analisi effettuate dalla Federdistribuzione, l'associazione che riunisce le grandi catene commerciali, sottolineano che se gli italiani potessero effettuare sempre la spesa la domenica o nei giorni festivi ci sarebbe un beneficio notevole sui consumi delle famiglie e sulla marcia dell'azienda Italia. Gli acquisti aumenterebbero del 2% almeno e, soprattutto, il Pil potrebbe beneficiare di un effetto positivo valutabile in almeno mezzo punto percentuale.
Un vantaggio molto consistente nel tormentato scenario economico del 2009. Il contratto di lavoro del commercio, rinnovato nell'estate scorsa, ha puntato proprio sulla flessibilità dell'impiego domenicale. Un'opportunità rimasta relativamente poco utilizzata considerato che, in media, le aperture nei festivi sono soltanto una ventina l'anno.«Con i negozi aperti la domenica i consumi delle famiglie metterebbero il turbo – sottolinea Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – e per il Pil, destinato a una marcata flessione quest'anno, ci sarebbe un beneficio notevole.
Si potrebbe tamponare la debacle di cui tanto si discute in questi giorni».In media il fine settimana rappresenta oltre il 40% del totale delle vendite nella grande distribuzione. «Le vendite domenicali – aggiunge Barberini – sono sempre più importanti. Oggi sono al secondo posto nella settimana per volume, dopo quelle del sabato, ma credo che la loro importanza sia destinata a crescere ulteriormente, per questo motivo sarebbe opportuno rimettere mano alle regole che disciplinano le aperture dei negozi nei festivi». Per questo motivo l'associazione delle catene della grande distribuzione la deregulation delle aperture nei giorni festivi rappresenta un'importante opportunità in un momento di pesante recessione (si veda anche Il Sole 24 Ore di ieri).
Oggi i negozi sono aperti in media per una ventina di domeniche l'anno.«Le attività commerciali la domenica – rileva il presidente di Federdistribuzione – costituiscono un toccasana anche per i bilanci delle imprese distributive che lavorano con margini estremamente ridotti. Del resto dopo anni di aspro confronto anche i sindacati nell'ultimo contratto hanno concordato pienamente sulle opportunità del lavoro in negozi nei festivi. Resta invece da sciogliere il nodo delle amministrazioni locali».
Secondo uno studio effettuato in questi giorni da Federdistribuzione solo cinque Regioni (Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Lazio e Puglia) hanno liberalizzato le aperture domenicali dei negozi in maniera che è stata valutata positivamente dagli operatori. Le altre amministrazioni invece, hanno mantenuto un orientamento giudicato restrittivo rispetto alle necessità del mercato.«Il nodo da sciogliere – aggiunge Barberini – è rappresentato però oggi dai Comuni, ai quali le Regioni hanno dato poi la facoltà dell'ultima scelta. Il Lazio in questo senso rappresenta una Regione d'avanguardia. Le aperture festive sono state totalmente liberalizzate e in teoria ogni Comune potrebbe decretare che i negozi siano aperti 365 giorni l'anno. Latina ha colto in pieno questa opportunità.
A Roma invece, grande città turistica, le saracinesche sono alzate solo 40 domeniche l'anno. Il punto è che così i consumatori sono confusi, le imprese disorientate, perché diventa davvero difficile fare delle politiche promozionali nazionali».Inoltre – sottolinea Federdistribuzione – ci sono alcune Regioni che stanno facendo marcia indietro rispetto all'apertura decisa in precedenza: Toscana, Molise, Marche e Piemonte. In quest'ultima Regione – rileva Barberini – se venisse abolita la definizione di Comune turistico le aperture domenicali si ridurrebbero a solo otto l'anno. Secondo una stima di Federstribuzione almeno un migliaio di posti di lavoro nei centri commerciali e nelle strutture della grande distribuzione sarebbero a rischio.Ad invitare l'Italia a un maggiore sforzo sul fronte delle aperture festive arriva c'è anche l'Eurocommerce, l'associazione europea della grande distribuzione: una indagine realizzata nei giorni scorsi rileva che l'Italia ha un buon grado di deregulation commerciale ma che resta lontana dai modelli più avanzati come quelli di Gran Bretagna, Spagna e, per molti versi, Francia.
FONTE:il sole 24 ore
NOTA D.C.:Cisl e Uil...ringraziano....
Per la pipi'...adesso tocca al GS
domenica 1 febbraio 2009Milano/ La denuncia delle Cgil: "Non la fanno alzare, cassiera del GS di viale Monza in ospedale”
"Ci segnalano oggi che nella filiale GS di viale Monza a Milano, solo qualche giorno fa, ad una lavoratrice, che versava in precarie condizioni di salute, a fronte di reiterate richieste, sia stato impedito di 'staccarsi' dalla postazione cassa; l'esito di questo grave comportamento dell'azienda è che, in seguito ad un malore, la stessa lavoratrice è stata accompagnata in ambulanza al pronto soccorso. Qualche mese fa, un episodio analogo era accaduto in un'altra azienda della grande distribuzione e anche nel gruppo Carrefour da diverso tempo le Rappresentanze Sindacali evidenziano come sempre più spesso da parte dell'azienda, ci sia una forte sottovalutazione nella "gestione" di situazioni particolarmente delicate: un atteggiamento grave e inaccettabile, che desta forte preoccupazione e che rischia di aprire una nuova fase di come GS intenda rapportarsi con i propri dipendenti". E' quanto si legge in una nota diramata dalla Cgil. La Filcams di Milano "condanna duramente il comportamento mantenuto dall'azienda ed esprimendo forte solidarietà alla lavoratrice coinvolta, si riserva di mettere in campo tutte le iniziative a tutela della dignità e dei diritti della stessa lavoratrice e di tutti i lavoratori del Gruppo GS/Carrefour. Per fare chiarezza sull'accaduto, è stata avanzata alla direzione aziendale di GS S.p.A., una richiestaFONTE:AFFARIITALIANI.IT
LA CGIL DI FIRENZE SCRIVE A VELTRONI...
venerdì 30 gennaio 2009siamo un gruppo di compagne e compagni della CGIL che ha sostenuto con entusiasmo e impegno la nascita del Partito Democratico e la tua elezione a Segretario.
Lo abbiamo fatto convinti della necessità di un forte processo d’innovazione per la sinistra e più in generale per il nostro paese. Una innovazione che, come d’altra parte tu hai sempre sostenuto, sapesse tenere insieme giustizia sociale e opportunità per i migliori, democrazia partecipata ed efficienza; in sintesi abbiamo creduto nella possibilità della costruzione di un partito che non rinunciando ad antichi valori, patrimonio della storia del movimento operaio, li sapesse riproporre nelle mutate condizioni sociali.
Abbiamo creduto e crediamo nella necessità per questo paese di un riformismo forte, capace di essere portatore di una reale proposta di cambiamento; per queste ragioni siamo rimasti sconcertati di fronte alle tue dichiarazioni, nel salotto televisivo di Bruno Vespa, sul recente accordo separato sul cosiddetto “modello contrattuale”.
Lo sconcerto non riguarda la legittimità o meno del Segretario del Partito Democratico di esprimere valutazioni, ma l’assoluta mancanza di spiegazioni di merito che ti hanno condotto a quelle valutazioni.
Purtroppo, ed è un’affermazione che non facciamo a cuor leggero, una politica più attenta ai propri equilibri interni che al merito dei problemi finisce per essere assolutamente incomprensibile.
Avremmo voluto sapere da te, caro Walter, dove sta il conservatorismo della CGIL nel non firmare un accordo che è distante anni luce da qualsiasi riformismo “ sia forte sia debole”; quali valutazioni di merito ti fanno pensare che un grande sindacato come la CGIL si sia voluto chiudere in un fortino; infine se sei d’accordo che chi decide in rappresentanza di milioni di persone debba sentire il loro parere su questioni che hanno una notevole rilevanza sulla loro vita concreta.
Viviamo e operiamo a Firenze e abbiamo assistito, nel corso di questi mesi, ad una non certo onorevole vicenda sulle primarie, che speriamo definitivamente conclusa.
La citiamo solo per constatare che quando la discussione non è di merito, non affronta programmi o non motiva giudizi, finisce per non essere più compresa da nessuno, neanche da chi, come noi, continua a pensare alla necessità di un grande e vero Partito Democratico come unica concreta speranza per chi vive di lavoro, per i più deboli, per un modello di società capace di produrre oltre che merci anche un pò più di equità.
Con Affetto
Mauro Fuso Segretario Generale CdLM Firenze
Mario Batistini Segretario CdLM Firenze
Massimiliano Bianchi Segretario CdLM Firenze
Paola Galgani Segretaria CdLM Firenze
Sergio Pestelli Segretario CdLM Firenze
Monica Stelloni Segretaria CdLM Firenze
Paolo Aglietti Segretario Generale SLC Firenze
Daniele Bettarini Segretario Generale SPI Firenze
Carla Bonora Segretaria Generale FILCAMS Firenze
Daniele Calosi Segretario FIOM Firenze
Stefano Lavacchini Segretario Generale FIASC Firenze
Antonio Lazzaro Segretario Generale FP Firenze
Damiano Marrano Segretario Generale FLAI Firenze
Luca Paoli Segretario Generale FiILCEM Firenze
Alessandro Rappezzi Segretario Generale FLC Firenze
Cristina Settimelli Segretaria Generale FILTEA Firenze
Flavia Villani Segretaria Generale FILLEA Firenze
Elena Cherubini Responsabile Coordinamento Donne CdLM Firenze
SEGUONO ALTRE 100 FIRME
PER NON DIMENTICARE...
martedì 27 gennaio 2009Protesta alla Romanina
mercoledì 21 gennaio 2009L' azienda, che aveva aperto la procedura di licenziamento per 125 persone su 241 occupate presso l'ipermercato di Roma alla Romanina, lo storico ex Ipermondo/ Euromercato, non aveva voluto accogliere le proposte sindacali né quelle avanzate dalla Regione Lazio per giungere ad una soluzione condivisa a scongiurare i licenziamenti.
Successivamente, il 28 ottobre 2008 nell' ambito di un incontro sindacale generale, si era affrontata la situazione e la SSC SRL CARREFOUR si era impegnata con il sindacato a svolgere un ulteriore incontro per tentare di superare il mancato accordo.
L' azienda dopo aver tergiversato per tutto il mese di dicembre, in data 12 gennaio c.a. ha fatto pervenire le lettere di licenziamento colpendo indistintamente coloro che hanno un' ampia anzianità di servizio e diversi carichi familiari, oltre che gravi patologie e contesti familiari critici (vedove/ ragazze madri).
Licenziamenti profondamente contraddittori, illegittimi ed arroganti:
- Contraddittori perché nel comune di Roma la Carrefour opera con altri 5 punti vendita ed in ognuno di essi, compreso quello della Romanina, sono impiegati lavoratori con contratto a termine (decine), lavoratori dipendenti da aziende terze (centinaia di merchandising e di promoter), lavoratori con contratto interinale che tutti insieme, svolgono ordinariamente le medesime attività lavorative delle persone licenziate e sono il triplo (circa 500 persone).
- Illegittimi perché contrastano con l' impiego delle tipologie di impiego richiamate e con i criteri di selezione delle persone da seguire in occasione dei licenziamenti collettivi (anzianità di servizio , carichi familiari, problemi tecnico organizzativi).
- Arroganti per le modalità e le bugiarde motivazioni adottate dall'azienda per sostenere le lettere di licenziamento ( La SSC SRL CARREFOUR ha proposto al sindacato sino al 13 dicembre 2008 l'alternativa della Cassa Integrazione Guadagni).
Patrizio Belloni
FONTE : IL MESSAGGERO
Vertenza...
venerdì 16 gennaio 2009
CARREFOUR...La Romanina
Pubblichiamo 2 articoli relativi alla vicenda dei licenziamenti presso il Carrefour La Romanina...
Buonasera, volevamo chiedere il vostro aiuto per la divulgazione di questa notizia: da questa mattina Carrefour Italia in seguito al mancato accordo del 18 ottobre 2008 in relazione alla messa in mobilità di 125 persone presso l'ipermercato storico ex Ipermondo/ex Euromercato sito presso il centro commerciale La Romanina sta provvedendo, tramite ufficiale giudiziario a consegnare le 125 lettere di licenziamento immediato.
Tra le persone riceventi le lettera risultano persone assunte prima dell' apertura del 1992 (quindi le più anziane) le quali hanno anche carichi familiari di 2/3 figli (facendo risultare la cosa ancora più strana per non dire assurda). Tra di loro ci sono anche molti rappresentanti sindacali! L' azienda ormai da mesi latita dal rilasciare informazioni di qualsiasi genere. Aiutateci!
lettera firmata
Carrefour informa che in data 12 gennaio ha comunicato la risoluzione del rapporto di lavoro a 112 dipendenti dell'ipermercato Carrefour del Centro Commerciale ''La Romanina'' a Roma.''L'azienda si rammarica per l'epilogo di una trattativa che non ha raggiunto un accordo nonostante gli sforzi profusi.
Contrariamente a quanto affermato nella comunicazione dei sindacati diffusa dalle agenzie questo pomeriggio, la societa' Carrefour si e' resa disponibile in piu' occasioni nei mesi di novembre e dicembre, comunicandolo anche formalmente, per un confronto con le organizzazioni sindacali'', spiega la nota di Carrefour.
FONTE:ASCA.IT
OFF TOPIC
mercoledì 14 gennaio 2009Per l’ Unione Europea è arrivato il momento di prendere una decisione sul dal farsi in medio oriente non può accodarsi alle decisioni del governo Americano.Il governo Americano oltre all’evento storico di quest’ ultima elezione non farà passi temerari che potrebbero avere conseguenze inimmaginabili, ma bensì scelte moderate dettate dalla prudenza e nel “buon senso degli opportunismi”.L’ Iran auspica la dissoluzione dello stato d’ Israele, ovvero puntare su una strategia a lungo termine e investendo su un semplice fattore,ovvero, l’invecchiamento della popolazione d’ Israele.E’ per vero che il Tsahal ( l’esercito Israeliano) e’ una macchina da guerra ma i Palestinesi fanno più figli, in Palestina vige la società patriarcale, il rapporto e’ quasi 6 a 2 per i palestinesi.
Ogni bambino che nasce a Gaza vede solo cemento e macerie quindi non e’ da scandalizzarsi se un bel giorno qualcuno decide che oltre a lanciare sassi e a mettere bombe si faccia saltare in aria.
I “fantomatici” i missili Qassam sono piu’ armi psicologiche che reali hanno una testata composta da nitrato e sangue di bue il resto del principio attivo e’ nitrato e zucchero.Ben altro usa Israele è indubbio che i rapporti di forza in questa guerra sono sproporzionati.Israele fra un mese va a votare, Abu Mazen ( o Mahmoud Abbas ) e’ a fine mandato e in Iran ci saranno le elezioni fra 6 mesi mentre in Siria sono state liberalizzate le frequenze radio, quindi sono nate le radio libere.Insomma una situazione estremamente in “movimento”.
La Siria e’ governata da un potere personale patrimoniale in mano ad una minoranza sciita mussulmana, gli alauiti (ma sono laici e secolarizzati) mentre l’ Iran tutto sciita e’ guidato da una teocrazia (in realtà un vero e proprio sultanato secondo quella che e’ la definizione del fu’ sociologo Max Weber).
In Libano ci sono tre confessioni che hanno parità di seggi in parlamento e parità di cariche istituzionali in base a una convenzione costituzionale risalente al "patto nazionale" (al-mīthāq al-watanī) del 1943, che integra o interpreta la costituzione del 23 maggio 1926, le più alte cariche dello stato sono assegnate ai tre gruppi principali: il presidente della repubblica è maronita, il primo ministro è sunnita, mentre il presidente del parlamento è sciita.
ma ad oggi i musulmani e fra questi quelli di rito sciita sono la maggioranza effetiva, un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del governo statunitense, i musulmani sono all'incirca il 60% della popolazione libanese.
La popolazione sciita principalmente si rifà a Hezbollah (il partito di dio) che e’ finanziato da Iran e Siria mentre i cristiani libanesi e anche i cristiani palestinesi si sono ridotti demograficamente e anagraficamente, difatti sono per la maggior parte emigrati i usa e in EuropaL’ Iran e la Siria finanziano anche Hamas che ha vinto le elezioni nella Striscia di Gaza creando di fatto 2 palestine la vittoria di Hamas e’ data dal fatto che Hamas investe i suoi contributi per il sostentamento delle famiglie e della popolazione palestinese mentre l’ OLP ( Organizzazione per la Liberazione della Palestina ) di cui al-Fatḥ (impropriamente nota come al-Fatah), e’ la componente principale e il cui capo carismatico era Yassir Arafat, oggi sostituito da Mahmoud Abbas (noto anche come Abu Mazen);coalizione storica politica e paramilitare palestinese, considerata dalla Lega araba a partire dal 1974 la legittima "rappresentante del popolo palestinese".[1] formata dai patrioti repubblicani e dai socialcomunisti ha perso elettorato perche’ accusata di corruzione.I vertici del partito comunista palestinese , nella figura di Aḥmad al-Sa’dāt , la giovane classe dirigente di al-Fatḥ nella figura di Marwān Barghūthī, sottoscrittore degli Accordi di Oslo sono in prigione in Israele perchè considerati terroristi (sono gli unici laici repubblicani socialisti e liberali palestinesi)Egitto e Giordania dopo la pace con Israele hanno rivisto rinascere il paese sotto il profilo economico,turistico e in parte sociale anche se praticamente sono delle mezze dittature.E Hamas e Hezbollah? Sono state elette democraticamente ,questo è vero ma non dimentichiamoci che anche Hitler e Mussolini furono eletti democraticamente!Non dimentichiamoci che negli anni 70 – 80 il popolo palestinese era attraversato da una mobilitazione che affondava le sue radici nell'’ispirazione alla costruzione di uno stato nazionale laico e democratico ma adesso nel 2009 siamo alla deriva integralista se non fondamentalista religiosa che attraversa , fra l'altro, tutte e tre le maggior confessioni abramitiche. (Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo) .E se avessero ragione Olmert, Livni, Barak? Una guerra contro guerriglieri fanatici e pronti a tutto? NO.Dividiamo guerre in giuste ed ingiuste?Il dialogo e la comunità mondiale sono la soluzione. Si pensa forse che una piccola pulizia etnica sia un metodo eticamente accettabile? E che sia funzionale? Per ogni morto oggi ci saranno decine di kamikaze domani.La “questione” Palestinese e Israeliana e’ nata in Europa e sta all’Europa trovare una soluzione che possa condurre ad un reale negoziato di pace.L’ Europa non e’ una realtà geografica (il confine degli Urali ad est e del Caucaso al sud sono puramente convenzionali), l’Europa non e’ neanche un entità etnico religiosa (piu’ famiglie linguistiche e piu’ religioni), l’Europa e’ un nucleo di valori il primo di tutti e’ il diritto alla cittadinanza.Questo principio dovrebbe valere anche in medio oriente per tutte le popolazioni che ivi vi abitano,e che li nascono crescono e muoiono.Una chiave di volta nella risoluzione della crisi medio orientale oltre alle proposte gia esistenti per uno Stato di Palestina. potrebbe essere il superamento dello stato nazione di Israele e la creazione di una confederazione o federazione Arabo Israeliana all’ interno della Unione Europea.
Altro fattore da prendere in prima considerazione e’ la questione Turchia da troppo tempo i negoziati si sono arenati su questioni superabili per le diplomazie occidentali nonostante i se e nonostante i ma perpetrati da piu’ voci all‘ interno dell’ Unione Europea, la Turchia, ha attraversato un processo di secolarizzazione nel secolo scorso che, se anche effettuato a tappe forzate, ha raggiunto un grado di maturita’ diplomatica e istituzionale che e’ risorsa fondamentale per l’ Unione Europea nello scacchiere medio orientale.
La guerra non è sicuramente una soluzione al problema di Israele.
Questa guerra non la dimenticheremo mai,non solo gi abitanti di Gaza ma il mondo intero.
Concludiamo con una citazione di Marwān Barghūthī che riassume un po’ lo stato d’ animo di chi vive quelle situazioni a quelle condizioni in quei territori:
“Non sono un terrorista, ma non sono neppure uno che sta a guardare (trad. pacifista). Sono semplicemente un normale uomo della strada palestinese, che difende la causa che ogni oppresso difende: il diritto di difendermi in assenza di ogni altro aiuto che possa venirmi da altre parti». (Tribuna nel Washington Post nel 2002. )
NOTIZIA AGGREGATA AI BLOG:
DIPENDENTI GRANDE DISTRIBUZIONE E SERVIZI
Accade in Svizzera....
mercoledì 7 gennaio 2009
Coop ha conseguito nel 2008 un risultato record. Stando a una nota odierna della società, il fatturato del commercio al dettaglio è salito del 15,1% rispetto al 2007 per attestarsi a 18,1 miliardi di franchi.
Questa prestazione di Coop, che in aprile ha rilevato 12 grandi magazzini Carrefour, significa che l'azienda ha guadagnato nuove fette di mercato.Grazie a questa prestazione, il secondo maggior dettagliante elvetico si avvicina sempre di più al leader indiscusso Migros.
Quest'ultima società ha ottenuto nel 2007 ricavi per 18,5 miliardi.Nella nota Coop parla di un risultato eccezionalmente buono, soprattutto se si considera l'indebolimento congiunturale verificatosi nella seconda parte dell'anno scorso.
I prodotti offerti sono rincarati in media dello 0,9%. Nell'insieme del commercio al dettaglio il rincaro è stato in media dell'1% superiore. Per lottare contro gli alti prezzi, domenica Coop ha annunciato di voler ridurre il prezzo di oltre 600 articoli di marca.I ricavi netti consolidati scaturiti da forniture e prestazioni del gruppo Coop si attestano a 18,3 miliardi, in crescita del 16%. Senza tener conto delle acquisizioni di Carrefour e Fust, la crescita interna del gruppo è stata del 9%.
Nuove aperture...
venerdì 2 gennaio 2009Un´operazione che il gruppo aveva già tentato in passato e il cui fallimento ha imputato allo strapotere politico della Coop.
A destare l´interesse di Esselunga sarebbe in particolare l´area di via Piave ora occupata dalle filiali di Fiat e Audi.
Alcune migliaia di metri quadrati di spazi che il gruppo riterrebbe ideali per riuscire ad attuare quello sbarco sul mercato genovese che, per un motivo o per un altro, Esselunga non è mai riuscita a compiere. «Sì, in zona circolano voci su un interesse da parte di Esselunga per via Piave - conferma Pasquale Ottonello, presidente del municipio Medio Levante - ma non ho notizie dirette. Certo la sponsorizzazione di corso Italia potrebbe essere un segnale. Credo però che eventualmente ci sarebbero problemi anche per la destinazione urbanistica».
In Comune l´assessore Elisabetta Corda, dalla quale dipende la gara per sponsorizzare alcune zone verdi di Genova - a proposito: Esselunga è l´unica azienda ad aver manifestato interesse, nessun altro si è fatto avanti per le altre aree centrali - ammette la proposta del gruppo commerciale ma non si pronuncia sul motivo che ha spinto Caprotti a questo impegno finanziario. Tuttavia che il gruppo abbia manifestato negli ultimi tempi una concreta attenzione verso un´espansione su Genova sembra un fatto assodato. In più i concessionari Fiat avrebbero avviato contatti per verificare se nella zona del centro-levante ci sia disponibilità di un´ampia area - si parla di ventimila metri quadrati - da poter adattare ad uso commerciale. Un altro indicatore, forse, dell´intenzione da parte di Fiat di cercare altrove gli spazi che è destinata a lasciare in via Piave.Resta il fatto che, come si diceva, l´area in questione mancherebbe dei requisiti urbanistici indispensabili per realizzarvi un centro commerciale.
E poi ci sarebbe da mettere in conto l´ostilità dei residenti nei confronti di un insediamento complesso. Proprio per questo, si sussurra, Esselunga avrebbe sponsorizzato il verde in corso Italia: per lanciare un segnale di disponibilità al Comune e ai residenti.
Ancora LIDL...
mercoledì 17 dicembre 2008
ENNESIMO LICENZIAMENTO IN LIDL
Tratto dal nostro forum:"Alessandra Salzano, la delegata Rsu capofiliale di Ravenna 2, ha ricevuto la lettera di licenziamento. L'azienda accusa la capofiliale di aver provocato arbitrariamente la chiusura del punto vendita perchè, in occasione dello sciopero del 15 indetto dalla Filcams, avrebbe cambiato l'orario di lavoro di una lavoratrice. Il provvedimento del licenziamento è assolutamente sproporzionato rispetto a quanto addebitato dall'azienda ad Alessandra. Non bastava il risarcimento danni di 75.000,00 euro chiesto a Trento per lo sciopero, qui hanno addirittura licenziato .... La Lidl siede al tavolo con i SINDACATI per trovare un'intesa per dimostrare che ha cambiato atteggiamento che è più aperta e disponibile al dialogo ma intanto nelle filiali continuano le angherie, i ricatti, le pressioni psicologiche e tanto altro... Secondo me, con un'azienda così non si può iniziare nessuna trattativa!!!"
DOCUMENTO DELLA FILCAMS-CGIL di Ravenna:"quanto è accaduto nella nostra provincia merita alcune riflessioni ed ha tutta la nostra attenzione: Alessandra Salzano, delegata storica Rsa della filiale Ra 2 ed RLS della provincia di Ravenna nonché capo filiale, ha ricevuto sabato 13 dicembre 2008, lettera di licenziamento. Lidl accusa Alessandra di aver provocato arbitrariamente la chiusura del punto vendita, perchè, in occasione dello sciopero del 15 novembre indetto dalla Filcams CGIL avrebbe modificato l'orario di lavoro o meglio cambiato il giorno di riposo di alcune lavoratrici con il fine di tener chiuso il Punto Vendita.I Fatti : tutto il personale aveva dichiarato l'adesione allo sciopero, eccetto 3 persone , con le quali non sarebbe stato possibile garantire l'apertura del negozio, e a quel punto Alessandra nella massima trasparenza e alla presenza di diverse dipendenti ha proposto alle 3 persone interessate o di effettuare la prestazione lavorativa in un altro P.V. aperto o effettuare un cambio turno o utilizzare un giorno di ferie, e le interessate hanno optato per la seconda soluzione, inoltre che l'orario di lavoro di quella filiale è stato ulteriormente modificato successivamente nella stessa settimana anche dall'Assistente, in assenza di Alessandra, senza che questo abbia causato ripercussioni. Vale infine la pena ricordare che gli orari e i giorni di riposo vengono cambiati piuttosto frequentemente, per motivazioni di ordine aziendale.La sanzione comminata dalla Lidl, il LICENZIAMENTO: e' SPROPORZIONATA ed ha come unico scopo quello di liberarsi di una persona scomoda. Le modalità sono note: con motivazioni discutibili vengono licenziate lavoratrici sindacalizzate, iscritte alla Filcams, è già la seconda volta che a Ravenna succede, sempre in prossimità del Natale. Già da tempo arrivavano segnali, aggressioni verbali ed atteggiamenti atti a ripristinare l’ordine e reprimere comportamenti solidali o sindacali. Quelle che parlano e non accettano di essere strumenti dell'azienda, che hanno il coraggio di informarsi dei propri diritti e farli valere e non intendono subire qualsiasi tipo di pressione vengono isolate e con il primo pretesto licenziate. Sono persone scomode per l'Azienda , meglio liberarsene il prima possibile.Tanti passi in avanti sono stati fatti con l'aiuto e l’energia e la tenacia di ALESSANDRA, assieme abbiamo portato il sindacato dentro le filiali e siamo una delle province più sindacalizzate. Le delegate ed i delegati della Lidl Italia hanno intrapreso, ormai da anni, una battaglia per il rispetto dei diritti e delle persone, anche con momenti di forte conflittualità. Ad Alessandra esprimiamo tutta la nostra solidarietà, e ci stiamo attivando con tutte le iniziative di tutela sindacale e legale affinchè vengano riconosciuti i suoi diritti. Auspichiamo che l'Azienda voglia riconsiderare la propria posizione, in caso contrario avvieremo iniziative di lotta a sostegno di Alessandra."
Ravenna, 15 dicembre 2008
Filcams Cgil Ravenna


















